martedì 25 febbraio 2014

Il Carnevale

Maschere & Cucina

Il carnevale è una festa della tradizione cattolica, l’uso della maschera è uno degli elementi che la caratterizzano. Il nome deriva dal latino “carnem levare” eliminare la carne, prima del digiuno della quaresima, ci si sedeva a tavola per l’ultimo banchetto, il martedì grasso.

In giro per l’Italia s’incontrano diverse tradizioni e usanze del Carnevale; una delle più importante sono i tradizionali dolci di Carnevale.

Il Carnevale di Venezia

è il più famoso, dove costumi sontuosi e opulenti, fanno da scenario a tutta la città che lo festeggia come l’evento più importante dell’anno. Non mancano i dolci della tradizionale come la FRITTELLA o FRITOLA VENEZIANA che si gustava, e si gusta tuttora in tutto il territorio veneto friulano.

Ricetta da VENEZIA EVENTI http://www.veneziaeventi.com/index.php

Ingredienti (per 6 persone):
400 g di farina, 100 g di uvetta sultanina, 1 cucchiaio di zucchero, 2 uova; circa 1 bicchiere di latte, 1 bicchierino di rhum, 30 g di lievito di birra, sale, olio di arachide per friggere e zucchero a velo per le frittelle.
Preparazione:
Sciacquate l'uvetta e fatela ammollare in acqua tiepida. Sbriciolate il lievito in una tazza e diluitelo con 3 cucchiai di acqua tiepida. Setacciate la farina in una ciotola e mescolatela con lo zucchero e un pizzico di sale. Disponetela a fontana e incorporatevi le uova, il rhum e il lievito diluito. Mescolate gli ingredienti, aggiungendo tanto latte, appena tiepido, quanto ne serve per avere una pastella densa, quindi scolate l'uvetta e asciugatela. Coprite la ciotola con un coperchio e mettete il composto a lievitare in un luogo tiepido fino a quando il suo volume non sarà raddoppiato. Mettete sul fuoco una padella con olio molto abbondante in modo che le frittelle vi galleggino dentro, e quando sarà ben caldo, versatevi l'impasto a cucchiaiate. Quando avranno assunto un colore piuttosto scuro, toglietele dal fuoco, asciugate l'olio in eccesso e spolveratele con lo zucchero a velo.

I GALANI, detti chiacchere, crostoli o lattughe, sono dolci molto friabili, per risalire alla loro origine, si deve tornare indietro all'epoca dei Romani.

Ricetta da VENEZIA EVENTI http://www.veneziaeventi.com/index.php

Ingredienti:
farina 500g
tuorli 5
zucchero 90g
burro 25g
vanillina 1 bustina
grappa bianca 2 cucchiai
olio per friggere (meglio se di arachidi) 1 litro
zucchero a velo qb
sale un pizzico
limone grattato 1
Preparazione
Fate fondere il burro in un pentolino.
Versate la farina sulla spianatoia, ammucchiatela, fate un buco nel mezzo e versatevi le uova, la grappa, il burro fuso, lo zucchero, la vanillina, la buccia di limone grattata, un pizzico di sale. Amalgamate sino a ottenere un composto omogeneo.
Formate con la pasta una palla, avvolgetela con la pellicola alimentare e lasciatela riposare per circa 1 ora.Trascorso questo tempo, con l’aiuto di un matterello o dell’apposita macchinetta, stendete una sfoglia sottile e ritagliatela con la rotella in rettangoli irregolari.Versate l’olio in una padella dai bordi alti, fatelo riscaldare; quando è caldo tuffatevi i crostoli e fateli friggere fino a che risulteranno dorati e avranno formato in superficie alcune bollicine Prelevate i crostoli con una schiumarola, sgocciolateli, sistemateli su un foglio di carta assorbente per far loro perdere il grasso in eccesso.
Spolverate i crostoli abbondantemente con lo zucchero a velo e serviteli caldi o freddi.

Il Carnevale di Viareggio

è considerato uno dei più importanti carnevali d'Italia e d'Europa, risale all'anno 1873 quando
alcuni ricchi borghesi decisero di mascherarsi per protestare contro le troppe tasse, sfilando con dei carri allegorici. Il dolce che ricordiamo in questo carnevale sono i CENCI di Viareggio che sono il simbolo della tradizione.

Ricetta da MEZZOKILO http://www.mezzokilo.it

Ingredienti
zucchero a velo q.b.
1 noce di burro
olio di semi per friggere
3 cucchiai di vino bianco
3 uova
7 cucchiai di zucchero semolato
20 cucchiai di farina tipo 00
Preparazione:
Mescolare la farina con lo zucchero a velo e le uova. Aggiungere il vino bianco e il burro ammorbidito. Lavorare tutto con le mani e lasciare riposare circa un’ora. Stendere la pasta col mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile. Tagliarla a rettangoli con una rotella dentellata. Friggere i cenci in abbondante olio di semi, man mano che sono pronti scolarli con una schiumarola e appoggiarli su un piatto con della carta assorbente. Cospargerli di zucchero a velo. Pronti da servire e gustare!

Il Carnevale d'Ivrea

è l'unico che abbia mantenuto un legame con il Medioevo, epoca in cui questa festa nasce si caratterizza soprattutto per il complesso cerimoniale folcloristico denso di evocazioni storico-leggendarie, per l'obbligo imposto a tutti i partecipanti di indossare una berretta rossa, e per la spettacolare "Battaglia delle arance" che è divenuta l'icona stessa del carnevale. carnevalesca istituzionalizzata nel 1808 sulla base di antiche feste rionali e che da allora si svolge pressoché ininterrottamente nell'omonima città piemontese. Il dolce tipico sono i CANESTRELLI considerati i dolci del Carnevale, vengono prodotti con diverse profumazioni, aggiungendo all’impasto cacao, vaniglia, cannella o altre spezie.

ricetta da: PARK.IT http://www.parks.it

Ingredienti:
mezzo chilo di farina
due etti e mezzo di burro
due etti e mezzo di zucchero
una bustina di vaniglia
una noce moscata grattugiata
la scorza di un limone grattugiata
un bicchiere di buon vino bianco
un bicchierino di rhum e un uovo intero
Preparazione:
Amalgamate prima tutti gli ingredienti asciutti sino ad ottenere un composto di colore omogeneo; quindi aggiungete tutti gli altri ingredienti e impastate bene il tutto. Formate con la pasta dei pezzetti grossi come noci, riporli uno per volta nell'apposito ferro di ghisa, ben caldo e unto di burro e, rivoltando il ferro da ambo le parti, cuocere per alcuni minuti sopra il fuoco, finché il canestrello assumerà un bel colore ambrato.

Carnevale di Cento

è una manifestazione che si svolge a Cento, in provincia di Ferrara; ha origini antiche, come dimostrano alcuni affreschi del pittore seicentesco Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino.
I crostoli di carnevale sono una tipica ricetta di Ferrara.
Ricetta da ALBERGHIERA.IT http://www.alberghiera.it
Ingredienti per i Crostoli
farina 500g
tuorli 5
zucchero 90g
burro 25g
vanillina 1 bustina
grappa bianca 2 cucchiai
olio per friggere (meglio se di arachidi) 1 litro
zucchero a velo qb
sale un pizzico
limone grattato 1
Procedimento
Fate fondere il burro in un pentolino. Versate la farina suopra la spianatoia, ammucchiatela, fate un buco nel mezzo e versatevi le uova, la grappa, il burro fuso, lo zucchero, la vanillina, la buccia di limone grattata, un pizzico di sale. Amalgamate sino a ottenere un composto omogeneo.
Formate con la pasta una palla, avvolgetela con la pellicola alimentare e lasciatela riposare per circa 1 ora. Trascorso questo tempo, con l’aiuto di un matterello o dell’apposita macchinetta, stendete una sfoglia sottile e ritagliatela con la rotella in rettangoli irregolari.
Versate l’olio in una padella dai bordi alti, fatelo riscaldare; quando è caldo tuffatevi i crostoli e fateli friggere fino a che risulteranno dorati e avranno formato in superficie alcune bollicine (tipiche dei crostoli). Prelevate i crostoli con una schiumarola, sgocciolateli, sistemateli su un foglio di carta assorbente per far loro perdere il grasso in eccesso.
Spolverate i crostoli abbondantemente con lo zucchero a velo e serviteli caldi o freddi.

Il Carnevale di Satriano

E’ considerato uno degli ultimi riti arborei sopravvissuti nella loro integrità, il carnevale di Satriano richiama il tema dell'emigrazione attraverso una rappresentazione folcloristica rimasta intatta nel corso degli anni. Un'antica festa popolare, un carnevale suggestivo e misterioso della Basilicata. Il rito carnevalesco è dato dalla presenza di tre maschere tipiche: l'orso, la quaresima e l'eremita. I taralli al naspro sono delle piccole ciambelline all'anice ricoperte di glassa e sono dolcetti tradizionali del Carnevale in Basilicata.
Ingredienti:
1kg di farina
5 uova
1 pizzico di sale
1 pizzico di zucchero
un bicchierino di anice o altro liquore dolce
Ingredienti per il naspro:
250ml di acqua
500gr di zucchero
buccia e succo di limone
Preparazione:
impastare a mano o nel mixer, la farina, le uova, lo zucchero, il sale (un pizzico) e il liquore, fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio. Tagliate la pasta a pezzetti e formate delle piccole ciambelle. Infornare a 180 gradi fino a doratura delle ciambelle. Per la preparazione del naspro: unite l’acqua con lo zucchero, mescolare fino a che lo zucchero si scioglie, continuare a mescolare per altri 2-3 minuti, sino ad ottenere un composto consistente, togliete la pentola dal fuoco ed aggiungete la buccia di limone grattugiata e il succo. A questo punto aggiungere i taralli freddi un pò per volta, mescolare fino a che non saranno ricoperti completamente. Una volta freddi i taralli avranno la tipica colorazione bianca dello zucchero, chi vuole può cospargerli di confettini colorati prima che si raffreddino.

Il carnevale di Acireale

E’ il carnevale di Sicilia, uno dei più antichi dell'isola, si svolge ogni anno nella città di Acireale in provincia di Catania. Tra le sue caratteristiche vi è la sfilata di carri allegorici ed infiorati.
I carri infiorati hanno la caratteristica, simile a quella di diversi carnevali della Costa Azzurra e della Liguria, mostrare soggetti creati interamente con i fiori freschi. I fiori protagonisti dei carri, il carnevale coniuga l’allegoria del carnevale con i colori, i boccioli e le corolle.
Il dolce tipico del carnevale di Acireale sono le Bugie.

Il carnevale di Putignano

Il Carnevale di Putignano è il carnevale più noto della Puglia e uno dei più antichi d'Italia e quindi del mondo. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all'omonima pietanza di Putignano. La Farinella è uno sfarinato di ceci e orzo abbrustolito, di origine rurale e antichissima, nel 1700 vengono lasciate dai maestri di cucina le prime ricette scritte con l’uso di questo alimento.
Ingredienti: 
550gr di burro, 
350 gr di zucchero, 
500 gr di farinella di ceci, 
4 uova, 2 tuorli, 
500 gr di farinella di orzo, buccia di limone e di arancia grattuggiata, cannella, latte quanto basta.

Preparazione: lavorare il burro a crema, aggiungere lo zucchero, le uova, la buccia di limone e di arancia, la cannella. Mescolare e versare il tutto al centro delle due farinelle. Impastare e far riposare per circa un’ora. Quando si riprende l’impasto dare forme di fantasia in tema col Carnevale ai dolcetti, quindi cuocere in forno a 160° per 15 minuti.
La tradizione della festa del carnevale è radicata in tutto il territorio italiano, dal nord al sud ogni città e paese celebra questa festa, per grandi e bambini.

giovedì 13 febbraio 2014

La colazione del mattino



La colazione del mattino è importante, deve essere una colazione che ci dona energia, vitalità e buon’umore per iniziare bene la nostra giornata.
 
Deriva dal latino collatio-onis (= il mettere insieme), da cui a sua volta proviene anche il verbo confèro (=riunisco). La colazione del mattino esiste sin dalla notte dei tempi è ben documentata nella cultura classica greca e latina. 
 
In effetti, "far colazione" si indicava, originariamente, una breve adunanza vespertina di monaci, nel corso della quale venivano commentati alcuni passi dei Testi Sacri e faceva seguito un pasto leggero. 

Tuttavia è nel Settecento che si afferma l’uso della colazione in chiave moderna; biscotti, bevande calde, frutta, torte, una abitudine aristocratica, tale rimane nell’Ottocento, coinvolgendo la classe sociale emergente e la ricca borghesia. 
 
Essendo il primo pasto della giornata, quindi è importante che sia bilanciato e che apporti il giusto quantitativo di calorie. 

La tipica colazione italiana  generalmente fatta in casa è composta essenzialmente da una bevanda calda accompagnata da cibi dolci. 

Ricette della tradizione italiana per la prima colazione di grandi e bambini.
 

La ciambella per la colazione

Ingredienti
3 uova
150 ml di acqua
100 ml di olio di semi
1 bustina di lievito (16 gr)
1 bustina di vanillina
125 g di zucchero
200 gr di farina
50 gr di maizena
zucchero a velo
 
Procedimento montate bene le uova con lo zucchero. Una volta ottenuta una bella crema chiara e spumosa, aggiungete uno alla volta, gli ingredienti liquidi facendoli assorbire bene all’impasto prima di aggiungere il successivo utilizzate preferibilmente dell’olio di oliva dal sapore non troppo pesante. Setacciate insieme farina, maizena, vanillina e il lievito. Aggiungetele poco alla volta all’impasto. L’impasto risulterà liquido, ma lieviterà Versate in una tortiera a forma di ciambella imburrata e infarinata e cuocete per 30 minuti in forno caldo a 180°. Prima di sfornare, fate sempre la prova stecchino, deve uscire asciutto e pulito! Sfornate, fate raffreddare e spolverate lo zucchero a velo.
Parliamo della tradizione legata all’infanzia, quando la domenica si preparava la ciambella dolce: farina uova e zucchero; ingredienti che nella credenza  non mancavano mai.
 
Un dolce semplice per la colazione di tutta la settimana, come anche il Pane bagnato nel latte era una delle tradizione povere della colazione, pane  indurito, buono nel latte.
  Torta di Pane
Ingredienti

  • 400 g di pane raffermo
  • 1 litro di latte
  • 150 g di zucchero
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 2 uova
  • 30 g di pinoli
  • 30 g di uvetta

   Scaldate il latte. Tagliate il pane a pezzi e mettetelo in una ciotola capiente. Coprite il pane con il latte caldo e lasciatelo macerare per 3-4 ore o addirittura per tutta la notte, fino a che sarà bene ammorbidito. Mescolate il pane con un cucchiaio di legno per spappolarlo il più possibile. Mettete l’uvetta a bagno nell’acqua tiepida per 5 minuti. Accendete il forno a 180°.

Mescolate il cacao con lo zucchero e incorporatelo al composto. Sbattete le uova e unitele anch’esse mescolando bene per incorporarle perfettamente. Infine unite l’uvetta strizzata e i pinoli. Trasferite il composto in una teglia rivestita di carta da forno bagnata e strizzata e cuocete in forno per 50 minuti circa. Fate raffreddare completamente la torta prima di sformarla e servirla.


Torta delle rose
 La torta delle rose è un dolce tipico della tradizione mantovana, ispirato alla bellezza della Marchesa di Mantova, Isabella D'Este. E' una sorta di brioche sfogliata, formata da tanti rotoli accostati uno all'altro, che durante la lievitazione si aprono come a formare tante rose sbocciate, che avranno la loro massima apertura durante la cottura in forno. La versione originale prevede che le strisce vengano sfogliate esclusivamente con burro e zucchero. Nella versione che vi propongo oggi, per la fase di sfogliatura, ho utilizzato una crema al burro aromatizzata al rhum. Vi consiglio di provarla, è fantastica la sensazione di scioglievolezza che sentirete sotto al palato!
Ingredienti: per due tortiere da 20 cm. di diametro per la pasta 
500 gr. di farina 400w (farina molto forte, io ho usato quella per pane della Coop, è ottima per i grandi lievitati) 
80 gr. di latte intero fresco 
150 gr. di Lievito Madre (oppure 15 gr. di lievito di birra) 
180 gr. di uova intere 
70 gr. di zucchero semolato
15 gr. di miele 
8 gr. di Rhum 
190 gr. di burro morbido
10 gr. di sale 
la scorza di un limone grattugiata
 i semi di 1/2 baccello di vaniglia 
per la finitura 
100 gr. di burro morbido 
100 gr. di zucchero a velo vanigliato 
5 gr. di Rhum 
i semi di 1/2 bacca di vaniglia 
q.b. di zucchero a velo vanigliato per spolverizzare la superficie
 2 tortiere rotonde da 20 cm. di diametro  

Procedimento Nella planetaria, col gancio, mettete la farina, lo zucchero, il lievito, il miele e il latte e cominciate ad impastare a velocità 1,5; quando l'impasto si sarà formato risultando liscio, unite le uova poco per volta e fatele incorporare per bene prima di unire le successive e fate impastare fino a che diventi molto elastico, liscio e bene incordato. A questo punto cominciate ad unire il burro morbido in piccole quantità e di volta in volta attendete che sia bene incorporato prima di unire il successivo; continuate fino ad aggiungerlo tutto e insieme all'ultimo unire anche il sale e gli aromi.
Togliete l'impasto dal cestello della planetaria, dategli due o tre pieghe per dare forza al lievito madre, avvolgetelo nella pellicola alimentare e mettetelo in frigorifero per farlo raffreddare per bene, almeno un paio d'ore. Trascorso il tempo di raffreddamento, preparate la crema al burro, mettendo in planetaria a montare con la frusta, Il burro con lo zucchero a velo, il rhum e i semi della vaniglia fino ad ottenere una crema bianca, morbida e spumosa. Togliete l'impasto dal frigorifero, stendetelo in forma quadrata di 50 cm. per lato con uno spessore di 2,5 cm., spalmate l'intera superficie con la crema al burro, arrotolatelo su se stesso per ottenere un cilindro. Mettetelo nuovamente a raffreddare in frigorifero per un'ora circa quindi tagliatelo in rondelle alte circa 3 cm. l'una che sistemerete nelle tortiere mettendone 8 per ciascuna e mettete a lievitare nel forno lievemente riscaldato precedentemente e spento, fino a che le torte non avranno raddoppiato il loro volume. Cuocete a 180° a forno ventilato preriscaldato (io ho usato il programma per pasticceria) per circa 20 - 25 minuti, provate sempre ad inserire lo stecchino di legno per controllare la cottura che può variare in funzione del proprio forno. Lasciate raffreddare per bene e spolverate con lo zucchero a velo.

La colazione è importante, quando scegliamo le cose da mangiare scegliamole con cura, prodotti genuini e del nostro territorio, sicuri dell’origine a salvaguardia della nostra salute.

Anche il tempo da dedicare alla prima colazione è importante, troviamo il tempo per sederci insieme alla nostra famiglia, per augurarci una buona giornata prima di iniziarla. Non sarà tempo perso ma un momento da condividere in famiglia!